Quella dei writers metropolitani è una lotta contro il bianco che abbaglia. Strati di vernice spray si posano silenziosi e notturni, sopra al manto cementizio degli involucri metropolitani, sparati contro i ruvidi e freddi mattoni di un muro di periferia. Il mattino seguente quel muro non sarà più lo stesso. Una forma d'arte che non viene fatta su commissione, che non accetta compromessi, parassitaria, che nasce, vive e si nutre di quel panorama artificiale che l'uomo ha costruito, parlandogli con un linguaggio a noi sconosciuto.
Un gesto che proprio dal suo compiersi trae parte del suo significato, un gesto che deve essere al di fuori della legge, dipingere con volto nuovo la proprietà privata, quella pubblica, non importa, basta che si tratti di una tela di mattoni o calcestruzzo su cui
