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mercoledì 20 aprile 2011

MIKE GIANT: TATTOO, BUDDHA E BICICLETTA


Sottofondo musicale consigliato: I don't wanna grow up. Quella dei Ramones, breve come questo post. L'originale di Tom Waits, aspro, gretto, roco costituisce comunque una valida alternativa.

Oggi parliamo di Mike Giant, graffittista, tatuatore, writer e illustratore. Uno nato e cresciuto nella Frisco (San Francisco) fra bikers, hip hop ed heavy metal. Una cultura musicale cosmogoniaca che racconta le sfaccettature del carattere di Mike. Uno che nei suoi taccuini ha fissato la summa teologia della street art anni '90 e '00 ingolfando i

lunedì 4 aprile 2011

STREET ART FIORENTINA: ARRIVA GUERRILLA SPAM

Non calpestare la tua dignità

Nella nostra Firenze è fiorito un altro interessante caso di street art. Si chiama Guerrilla Spam e si tratta di un progetto fino ad ora operativo unicamente in Toscana. 

Non è dato sapere altro degli autori delle opere che  Next oggi vi presenterà. Come nei migliori e rispettabili attacchi di street art l'identità dell'autore scompare di fronte alla sua creazione che parla per esso tentando di lanciare un messaggio soggettivo quanto universalizzante.

Guerrilla Spam. Un nome che si fa manifesto ideologico ed artistico. Si tratta di una guerriglia ispirata senza dubbio ai canoni del moderno guerrilla marketing, una definizione coniata nel

giovedì 24 marzo 2011

STREET ART DI GUERRA ANTI-GHEDDAFI


Reportage sulla street art di guerra. Esiste. Oggi ne parleremo ma sopratutto la vedremo. Poco prima dell'intervento Onu in Libia, poco prima che le forze dei ribelli iniziassero a ritirarsi lentamente dentro Tripoli, Misurata e Bengasi, Finbarr O'Reilly, coraggioso fotografo dell'agenzia stampa tedesca Reuter, è riuscito ad immortalare dei preziosissimi casi di street art contro il colonnello Gheddafi.

Una vera e propria esplosione artistica, una voce spinta dal sentimento di odio e di riscatto verso il dittatore libico. Come molti dittatori Gheddafi aveva

venerdì 18 marzo 2011

PURE EVIL: UNO TSUNAMI DI PURO MALE


Lieve. Questo aggettivo sottolinea la fragilità dell'arte e la sua inconsistenza, la sua impotenza di fronte agli sconvolgimenti della natura. Nella mente risuona il rumore delle fronde dei salici di Quasimodo. Anche noi come Quasimodo e gli ebrei del salmo 137 vorremmo una cetra da appendere. 

Però non siamo poeti, non siamo prigionieri. E allora non resta che continuare, dove il nostro silenzio non desterebbe stupore ne indurrebbe al lutto, dobbiamo necessariamente continuare a ficcare parole sull'arte o su quello che noi consideriamo tale.

L'occasione stavolta proviene da un grande nome della street art mondiale, poco conosciuto nel nostro paese. Uno dei pochi street artist che può permettersi di fare beneficenza ed essere seguito e notato. Stiamo parlando di Pure Evil. Un artista londinese che ha fatto del rovesciamento dei ruoli la sua caratteristica peculiare. 


Un uomo che una volta ha visto un ragazzo iniettarsi eroina direttamente sul pene, un uomo che ha 12 figli sparsi fra Los Angeles e San Francisco, tanti quanti le sue donazioni alla banca del

martedì 8 febbraio 2011

LSD E VOGLIA D'INFANZIA: SANDRINE ESTRADE BOULET


"Ho visto un lupo mannaro sorseggiare una pina colada al Trader Vic's, i suoi capelli erano perfetti" così cantava Warren Zevon nel lontano 1978. Cosa c'entra questo con l'intervento di oggi? Quasi niente. Anzi forse un pò c'entra. C'entra con la quantità di immaginazione e fantasia che alcuni artisti impiegano nella creazione dei loro lavori. Oggi Next vi parla nuovamente di street art, in una delle sue forme più schiette e genuine. Solo fantasia, nulla di più. Proprio nei pressi dello storico Trader Vic's di Londra l'artista visiva di cui parleremo oggi ha realizzato il primo di una serie di molti lavori.

Questa persona a parte lo smisurato bagaglio di fantasia ed il Trader Vic's non ha nient'altro in comune con Warren Zevon. Senza dubbio però questa artista è l'unica che sarebbe capace di dare vita alla visione del cantante statunitense. Il suo nome è Sandrine Estrade Boulet ed è una artista francese di 41 anni capace di catturare e

domenica 6 febbraio 2011

VORMANN: MATTONI DI LEGO RIPARANO I MURI DELLE CITTÀ


Un altro brillante caso di street art infetta e percorre le strade, le case, i muri delle grandi città europee come quelli del campanilismo all'italiana. Jan Vormann, un artista tedesco di 27 anni è riuscito a cucire i mondi del gioco, le dimensioni infantili del costruire e del sognare con quella solida e maggiormente seriosa della vita reale. In che maniera? Compenetrando e letteralmente incastrando questi due mondi apparentemente inconcepibili, l'uno con l'altro.

New York, Tel Aviv, Barcellona, Berlino, Belgrado ed anche l'italianissimo paesino di Bocchignano sono stati toccati dalla mano del giovane che quì ha sparso il seme di una nuova idea. Il progetto di Jan Vormann, i suoi Dispatchworks, sono nati proprio in Italia qualche anno fa mentre il nostro passeggiava nel borgo medievale di Bocchignano nei pressi di Roma. Qui Vormann è stato ispirato dal principio dell'utile che sorreggeva la costruzione dei muri del borgo. Le pietre utilizzate per i muri infatti erano tutte di natura irregolare ed ognuna era diversa dall'altra. Necessità, non design.

Questo gli permise di notare come ai costruttori delle antiche mura non importava la forma, il colore o la composizione dei mattoni, bastava infatti che questi riempissero i buchi e assicurassero la stabilità del muro. Questo semplice principio è stato unito al mondo ludico della costruzione infantile, i mattoncini Lego. Riempire con mattoncini Lego le crepe, i fori, i vuoti presenti nei muri di

venerdì 21 gennaio 2011

CLET: UNO STICKMAN IN BILICO SUL PONTE CI PARLA DI FIRENZE


Anche Firenze ha voglia di dire la sua in termini di street art. Siamo sempre più abituati a vedere la nostra città come una bellissima donna, ormai non più nel fiore degli anni, intenta nel vendere e mostrare le foto di quando era una giovane e seducente ragazza, desiderata, corteggiata ed invidiata dalle sue coetanee. In quel passato meraviglioso, ridondante, unico al mondo, siamo stati la culla del Rinascimento che ha posto le radici per la rinascita dell'uomo e dell'umanesimo. Con un passato incredibile come il suo, questa anziana ma ancora bellissima signora spesso ha paura di affrontare il futuro per paura di perdere anche un solo singolo frammento o ricordo degli anni della sua gioventù.

Così svegliarsi una mattina e vedere da uno dei pennoni di Ponte alle Grazie un uomo di piombo, un grasso stickman, che con un fiero sguardo rvolto verso Ponte Vecchio, sembra voler sfidare la forza di gravità ed accingersi a compiere il passo che lo porterà nelle acque dell'Arno, non è cosa da tutti i giorni.

L'immagine di un istante, una città che

lunedì 17 gennaio 2011

JOSHUA HARRIS ED I MOSTRI DELLA METRO


Nastri di cemento metropolitani percorsi da pistoni stridenti e lubrificati con in sella persone, la cui mente annega in ben altro tipo di lubrificante. Quel liquido viscido ed oleoso, morbido ed invisibile, quella noncuranza verso tutto e tutti che permette alle giornate cittadine di scorrere via lisce senza troppi intoppi.

Sotto al cemento i tunnel scavati dal Novecento e attraversati dai binari della metro, inconsapevole scrigno di sogni, passioni, angosce e desideri delle migliaia di persone che ogni giorno si lasciano cullare dal suo loculo metallico rapido come una tachicardia

In questo ambiente nasce la street art, la parola di chi non si fa gettare a terra dal sistema della grande Babilonia moderna e cerca di offrire allo spettatore distratto, affogato nel lubrificante delle proprie preoccupazioni, un barlume di idea, di esperienza e novità. La street art e l'arte del quotidiano, il fiore che nasce nella pattumiera, il principio di scostamento dalla